ERICA PETRILLO è una curatrice. Da novembre 2019 lavora per lo studio interdisciplinare 2050+, proseguendo nel frattempo una residenza curatoriale presso l’istituto post-accademico van Eyck Academie di Maastricht. Negli anni precedenti, ha co-curato il programma R&D Salon per il MoMA di New York (2017-2018) e ha ideato il ciclo di simposia di accompagnamento alla XII Triennale di Milano - Broken Nature. Attualmente cura il public program per il Padiglione Russo alla Biennale di Architettura di Venezia. Erica ha una laurea in Politics, Sociology and Psychology (University of Cambridge), una laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali (Università degli Studi di Milano) e un Master in Arts, Politics and Society (Università di Maastricht). Vive e lavora tra Milano e Maastricht. 

︎ SELEZIONE GIUGNO Quando un veicolo si spegne, avviene per due ragioni. Il guidatore può interrompere volontariamente l’accensione: la macchina si arresta con consenso, pertanto è necessario solo dare un input al sistema per rimetterla nuovamente in moto. Può accadere, invece, che un veicolo si arresti per avaria, danni interni o malfunzionamenti complessivi. È in questo caso che, prima di ripartire, la macchina necessita di interventi di riparazione. Riprendere un movimento ha due accezioni: ricominciarlo oppure correggerlo. Lo stesso vale per una qualsiasi ripresa in senso più ampio: prima di ripartire, è indiscutibilmente necessaria una correzione (o almeno un’analisi) del sistema, pena la ripetizione dell’errore. E se valesse lo stesso anche per il nostro mondo? 



PAOLO PATELLI ricerca e produce tra l'architettura, il design e la pratica artistica. Insegna alla Design Academy Eindhoven, al Sandberg Instituut (Amsterdam) ed è Research Fellow 2019/2020 presso l'Het Nieuwe Instituut (Rotterdam). Ha conseguito un dottorato di ricerca presso il Politecnico di Milano. Vive e lavora ad Amsterdam.

︎ SELEZIONE MAGGIO Può accadere, nella vita di tutti i giorni, di accogliere molte cose: fatti, pensieri, persone. Se accompagnata da affetto, empatia e/o calore, l'accoglienza può tramutarsi persino benvenuto. Accogliere significa raccogliere presso di sé, invitare a stare entro i propri confini: in sostanza, accogliere qualcuno o qualcosa con se stessi. Chi decide di negare accoglienza, respinge: in altre parole, rimanda indietro quel che non è gradito - poco importa se direttamente al mittente o meno. Se poi uno spazio già occupato, specie se il proprio, viene penetrato senza permesso, talvolta addirittura con violenza, si parla d'invasione.



MARIANA SIRACUSA  cura la selezione bibliografica della libreria di architettura Spazio a Milano. Dopo aver conseguito un dottorato in Architettura degli interni e allestimento al Politecnico di Milano (2010) ha lavorato come ricercatrice al Canadian Centre for Architecture, a Montreal (2010-2014).

︎ SELEZIONE APRILE Nello spazio urbano, l'emergenza stimola alla costruzione di pratiche, spazi e strumenti a difesa di ciò che è imprevedibile. Più che in altri ambienti, è nella città che l'imprevisto minaccia il benessere e la stabilità della comunità. Quando l'incerto inatteso si manifesta, diviene emergenza, e spesso è accompagnato da un allarme acustico o visivo, richiamo alla cittadinanza al comportamento di prevenzione e guardia rispetto al potenziale pericolo. Fronteggiare l'emergenza è una questione di scelte di esercizio di potere ma, allarme rosso, i modi di prevenirla possono anche rispondere a specifiche, mirate strategie politiche.